Edizione 2010

  • Sezione Murder Party: Lorenzo Trenti – “La materia di cui sono fatti i sogni” con la seguente motivazione: “Scritto con mano esperta, descrive e concatena abilmente fatti, personaggi ed equivoci l’uno con l’altro, è originale nella trovata di gioco e nell’ambientazione a tema “filosofico” e ha in più una discreta dose di ironia.”
  • Sezione Gialli Teatrali: Giovanni Buzi, per “La pazza, la serva e l’ispettore“. “Tenendo sempre presente il contesto teatrale, descrive con battute divertenti e personaggi  sopra le righe, una vicenda che, pur nella sua brevità, contiene tutti gli ingredienti dei gialli. Compreso il colpo di scena finale che permette all’ispettore di scoprire l’inganno.” 
  • Sezione Racconti Gialli: Simone Togneri, per “La bambina con le forbici“. “ Nessuno dei personaggi di questo racconto sta dalla parte del vincitore. Sono tutti dalla “parte sbagliata”, tutti segnati dalla vita, tutti con una storia drammatica e mai completamente lasciata alle spalle. Drammaticamente attuale  è anche il tema conduttore che come un filo rosso unisce tutti i protagonisti: quello delle sevizie sui minori.” 
  • Sezione Saggi: Cinzia Salmasi, per “Giochi di ruolo, valenza formativa“. “Una tesi esauriente che partendo dall’esame delle varie teorie sulla funzione del gioco, si sofferma sul suo aspetto formativo e su quello del gioco di ruolo in particolare.  Negli ultimi capitoli si apprezza la familiarità dell’autrice con gli argomenti esposti in un’opera che diventa sempre più concreta e finisce per diventare un manuale pratico per gli addetti ai lavori.”

Edizione 2011

  • Categoria Murder Party: Stefano Machera, con “Attento alle idi di marzo” con la seguente motivazione: “Pur in una trama totalmente svincolata dalle reali vicende storiche, consente ai giocatori una full immersion in un passato affascinante grazie alla accurata descrizione dei personaggi e del contesto socio-culturale dell’epoca”.
  • Categoria Racconti Gialli: Giovanni Maria Pedrani, con  “La scelta“. “A volte la vita ci mette di fronte a delle scelte. Prendere quella giusta è sempre vantaggioso ma qualche volta è vitale. E non sempre la scelta giusta è quella eticamente più corretta. Un viaggio nelle tormentate valutazioni di un uomo semplice che dopo una vita di sacrifici ha la possibilità di dare una svolta alla vita sua e a quella delle persone che ama.”

Nota: Per la Categoria “Gialli teatrali” e “Giochi gialli” il Premio Chiosso 2011 non viene assegnato


Edizione 2012

Nota: da questa edizione il Premio ha un’unica sezione: quella dei murder party.

Vincono il Premio Remo Chiosso 2012 Silvia Setti e Elena Carpi con il murder party “La vendetta dell’alce

“… lì, alla sua scrivania giace il cadavere del sindaco, i bei listoni di legno pregiato della parete imbrattati di sangue … sulle prime, sembra solo un assurdo incidente; eppure già dai primi rilievi appare evidente che qualcuno ha dato una buona mano alla sorte. Ma chi può mai essere stato capace di un’azione tanto lugubre?”

Motivazione: “Ben scritto, oltre al testo più pulito e la lingua più scorrevole, vanta con un’accurata e coerente descrizione dei personaggi ed un meccanismo efficace.”


Edizione 2013

Ivan Bonizzi e Giulio Gargioni“Notizie dall’Artico”

Motivazione: Un’ opera che ha molteplici frecce al proprio arco: una ambientazione affascinante, un soggetto originale, una vicenda congegnata con cura e studiata nei minimi particolari. Ricca di riferimenti storici e letterari, immerge i giocatori in un contesto stimolante, appassionante e divertente.”


Edizione 2014

1° Classificato: SHALASHASKA, di Francesco Sedda

Sono anni difficili: l’umanità si sta risollevando a fatica dalla devastazione provocata dalla rivolta degli androidi. La produzione e l’utilizzo di androidi è illegale, per cui le corporazioni assoldano piccoli equipaggi di uomini, immersi in un lungo sonno criogenico che blocca l’invecchiamento, per trasportare i materiali e le tecnologie anche nelle colonie più lontane. Siamo nell’anno 2350, a più di 100 anni dalla fine della guerra, e voi siete l’equipaggio della nave spaziale Shalashaska…

Motivazione: Ben scritto. Chiaro, conciso, diretto, pieno di spunti. Provvisto di personaggi dettagliati e cronologia eventi. L’ambientazione e soprattutto il pretesto di gioco sono interessantissimi. Pur essendo di fantascienza, l’ambientazione è facile da ricreare e il materiale di gioco è facile da reperire o preparare (link audio e timer, cartellini da stampare). L’espediente del countdown, mantiene la tensione fino all’ultimo secondo. Di sicura presa i suggerimenti per rendere più suggestive le sedute di gioco (musica, luci soffuse, ecc.)

2° Classificato: MI SMO ZA MIR, di Angela Caputo

Aprile 1992, Sarajevo, Bosnia. Le truppe nazionaliste si stanno accalcando sulle colline attorno alla città. I mass media fomentano l’odio tra popoli di etnie e religione diverse. Famiglie che fino a pochi giorni prima intrecciavano rapporti economici, sociali, affettivi, ora si guardano con sospetto. Tra poche ore inizierà l’assedio più lungo della storia moderna. E voi siete lì…

Motivazione: Ambientazione interessantissima. Scritto molto bene e con chiarezza. L’autore dimostra di conoscere in modo approfondito uno dei più drammatici periodi della recente storia europea. Ha una valenza didattica eccezionale. Un tema davvero ostico ma trattato con grande serietà e ausili per il giocatore. Ottima l’idea del workshop.

3° Classificato: SCHEGGE DI MEMORIA, di Anselmo Cabrini

Ricordo che Il campo di papaveri di Monet mi arrecava una sensazione di grande pace e gioia: ci vedevo mia madre, che mi accompagnava in lunghe passeggiate per farmi conoscere la natura. Purtroppo sono rimasto orfano di lei all’età di 3 anni, di conseguenza non ho molti ricordi legati alla sua figura. In effetti, pensandoci bene, forse è proprio per questo che ogni volta che distolgo lo sguardo da questo quadro rimango con un grande senso di tristezza. Mi è disperatamente mancata, mia madre, e i ricordi che mi rimandano a lei sono rari e vaghi, praticamente posso dire di non averla mai conosciuta. So solo che il suo cadavere è stato trovato in un campo. Un campo pieno di papaveri…

Motivazione: Scenario molto dettagliato e ambientazione intigrante dalla tematica “artistica”. Ben organizzato e strutturato. Un copione sontuoso, con una ambientazione complessa e uno studio psicologico interessante.

Edizione 2015

1° Classificato: “La fine della super squadra” di Enrico Procacci

2° Classificato: “Death Metal” di Vincenzo Paduano e Marianna Chiuchiolo

La giuria del Premio, composta da Lorenzo Trenti, Stefano Machera, Nicola Simone, Massimiliano Enrico, Gabriella Aguzzi, Cristiano Cecchetti e Antonello Lotronto ha valutato i due finalisti del Premio Remo Chiosso 2015 con un punteggio medio pressoché identico. E’ stato decisivo, pertanto, il giudizio dei giocatori a Lucca Comics & Games che, al termine delle sedute di gioco, hanno dato la vittoria, per un soffio, a “La fine della supersquadra”.

Si tratta di due storie affascinanti. Procacci ha scelto l’argomento “supereroi” cogliendoli nei loro aspetti più umani mentre Death Metal esplora il mondo musicale più duro, attingendo dai sentimenti meno nobili dei componenti di un gruppo “metal”, il materiale per creare una storia cupa, intrisa di gelosie e invidie.

Edizione 2016

1° Classificato: “Maschere” di Vincenzo Paduano e Marianna Chiuchiolo

2° Classificato: “Insoliti sospetti” di Gianandrea Parisi

Leggi il resonconto dell’edizione.

Edizione 2017

1° Classificato (ex equo): “Fuori dal coro” di Enrico Procacci e “Chi ha ucciso Micheal Myers” di Gianandrea Parisi

Leggi il resonconto dell’edizione