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Il giallo del coniglio: recensione di "CulturSocialArt"

“Gli attori sono molto affiatati e simpatici, bravi nell’interpretare i loro personaggi e bravissimi nell’ interazione con il pubblico, durante gli interrogatori”.

Se volete passare due ore in allegria, andate a vedere “Il giallo del coniglio – delitto in FM”. Spettacolo scritto e diretto da Antonello Lotronto, con Roberto Belli, Marco Bullitta, Carmela Ricci, Michela Totino, Angelo Curci e Cristiano Cecchetti, il 9 marzo saranno al Teatro Aurelio di Roma.

La scena si apre con le voci di Marco Presta e Antonello Dose, del programma il “Ruggito del coniglio”, trasmissione radiofonica di Radio Due, incipit gentilmente realizzato proprio per lo spettacolo. Pippo uno dei protagonisti, sta ascoltando il Ruggito, quando, nell’ambito del tema del giorno della trasmissione, ossia – un’avventura inaspettata e pericolosa – i due conduttori, ricevono una telefonata di un uomo che racconta la sua storia. Dai vari commenti e sottolineature che l’uomo fa, Pippo, comprende che la donna di cui parla il tizio, è la sua fidanzata. E che lo ha tradito. Inizia così un giallo da risolvere; c’è il morto, gli amici del morto, i nemici, il commissario e lo stalker, e tutti, hanno qualcosa da nascondere che potrebbe essere un valido motivo per uccidere. Ovviamente non si può raccontare di più, si perderebbe tutta l’ atmosfera e la suspense.

Alle indagini parteciperà poi il pubblico: a metà spettacolo infatti, le luci si alzeranno e gli spettatori, potranno “torchiare” i sospettati. L’interrogatorio si ripeterà poi, poco prima della fine dello spettacolo e, successivamente, il pubblico potrà scrivere chi è stato e perché ha ucciso. A chi risolve il mistero, un simpatico regalo (vero, lo posso dire con cognizione di causa, insieme ad altre due amiche, abbiamo indovinato e vinto).

Gli attori sono molto affiatati e simpatici, bravi nell’interpretare i loro personaggi e bravissimi nell’interazione con il pubblico, durante gli “interrogatori”, tanto da creare uno spettacolo nello spettacolo, dando vita a battute e siparietti, prendendo in giro se stessi e lo stesso pubblico, in maniera sagace,divertente e rispettosa. L’idea del giallo interattivo è molto carina, anche già vista, ma la complicità e la bravura degli attori, lo rendono più simpatico e accattivante di altri spettacoli simili.

La scenografia di Alessandro Pizzuti, è essenziale ma ben studiata. Lo spazio è ristretto, pertanto necessita di idee creative. Lo stesso ambiente diventa casa, radio, ristorante o commissariato; basta un tavolo con delle sedie, una poltrona, una piccola consolle e alcuni oggetti di scena che vengono cambiati o inseriti dagli stessi attori; del caffè, un telefono, una radio. Questi, uniti al gioco di luci, danno perfettamente l’idea di dove si sta svolgendo la scena.

Per leggere la recensione originale andate qui.