Il Premio Remo Chiosso, istituito nel 2010 per onorare uno dei fondatori del nostro sito, quest’anno subirà un radicale cambiamento. Dopo otto edizioni del Premio dedicato ai murder party, cambieremo oggetto e lo dedicheremo non più ai murder party ma ad un altro tipo di giochi che definiremo “di conversazione e di bluff”.

Se i murder party erano la sua grande passione, Remo amava molto anche altri giochi, come i classici di scacchiera (scacchi, go, reversi… ), di carte (spaziava dal poker a Bang), di prestigio, di dadi (Perudo, Yahtzee), di parole… Negli ultimi anni, inoltre, si era appassionato particolarmente a una certa categoria di giochi, quelli che vedono in “lupi mannari”/”lupus in tabula” la loro espressione più tipica. Era diventato infatti un bravissimo master di “lupus” e organizzava spesso lunghe sessioni con un gran numero di giocatori, tanto che molti lo avranno sicuramente conosciuto proprio in questa veste. Dire in cosa si differenzino questi giochi da un complesso boardgame, un gioco di ruolo o di scacchiera, non è semplicissimo ma possiamo provare ad elencare alcuni tratti caratterizzanti :

  • incoraggiano l’interazione verbale
  • esaltano le capacità logico-deduttive
  • invitano al bluff 
  • sono generalmente concepiti per molti giocatori
  • esaltano fantasia e pensiero laterale
  • hanno regole semplici 
  • durano relativamente poco
  • non devono necessariamente avere un tabellone o plancia di gioco e se esiste ha una funzione non essenziale (per esempio di semplice segnapunti).
  • privilegiano le meccaniche più che la bellezza della componentistica

Come definire questi giochi che comunque si presentano, anche al loro interno, in modo piuttosto eterogeneo? In molti casi è più presente l’elemento del bluff, in altri quello dell’interazione verbale. Per semplicità, e per non far torto a nessuno, li definiremo come “giochi di conversazione e di bluff”. Per appartenere a questa categoria non si devono necessariamente soddisfare tutte le caratteristiche sopra menzionate, ma almeno una parte. Per fare degli esempi, sono per noi giochi di “conversazione e di bluff”, oltre ai tipici “lupus in tabula”, “Avalon/The Resistance”, anche “Dixit”, “Nome in codice”,  “Coup”, “Plagio”, “il gioco del vocabolario”, il gioco di dadi “Story cubes”, “Spyfall”, “Insider”, “A fake artist goes to New York”, ecc. ecc.

Partendo da queste premesse, abbiamo deciso che, da quest’ anno 2018, il Premio Remo Chiosso andrà non più al “miglior murder party” ma al “miglior gioco di conversazione e/o di bluff”. A maggio sarà pubblicato il nuovo bando in cui dettaglieremo i requisiti necessari per poter partecipare al premio.